PER FARE IL LEGNO CI VUOLE L’ ALBERO.

Noi ne abbiamo piantati 1000!

“Ma usare il legno è davvero sostenibile?”. È una domanda che ci sentiamo fare spesso e la risposta è “Assolutamente sì… e per diverse ragioni”.

Il legno è una risorsa rinnovabile

Necessita solo di aria, acqua e sole per crescere e, se ben gestito, può essere inesauribile: le foreste venete da sole producono ogni minuto 100 metri cubi di legno, gli stessi necessari per costruire una casa!
Ma l’albero ha un ciclo vitale: più invecchia, più cresce lentamente, meno assorbe anidride carbonica, più rischia di marcire. I piani di gestione forestale PEFC e FSC ne regolano il taglio limitandolo alle piante mature che sostituiscono con nuovi alberi, così le foreste si rinnovano e con loro la produzione di ossigeno e lo stoccaggio di anidride carbonica.
In Italia siamo abbastanza bravi, ma potremmo fare meglio: le foreste occupano il 36% della sua superficie e sono cresciute di 1 milione di ettari negli ultimi 30 anni. Ne preleviamo solo un terzo di quanto ricrescono, molto meno degli altri paesi europei. Parte del legname italiano rimane nei boschi a degradarsi e compriamo prodotti lavorati dall’estero, che potremmo procurarci in casa.

Necessita solo di aria, acqua e sole per crescere e, se ben gestito, può essere inesauribile: le foreste venete da sole producono ogni minuto 100 metri cubi di legno, gli stessi necessari per costruire una casa!
Ma l’albero ha un ciclo vitale: più invecchia, più cresce lentamente, meno assorbe anidride carbonica, più rischia di marcire. I piani di gestione forestale PEFC e FSC ne regolano il taglio limitandolo alle piante mature che sostituiscono con nuovi alberi, così le foreste si rinnovano e con loro la produzione di ossigeno e lo stoccaggio di anidride carbonica.
In Italia siamo abbastanza bravi, ma potremmo fare meglio: le foreste occupano il 36% della sua superficie e sono cresciute di 1 milione di ettari negli ultimi 30 anni. Ne preleviamo solo un terzo di quanto ricrescono, molto meno degli altri paesi europei. Parte del legname italiano rimane nei boschi a degradarsi e compriamo prodotti lavorati dall’estero, che potremmo procurarci in casa.

Il legno è un materiale ecologico a differenza degli altri

Per produrre e lavorare ferro, acciaio, alluminio, plastica si consumano grandi quantità di energia da combustibili fossili come petrolio e carbone, con le emissioni di anidride carbonica che ne conseguono. Il taglio, il trasporto e la lavorazione del legno proveniente da foreste certificate, invece, avvengono solo con mezzi meccanici a limitato consumo di energia, senza dispersione di calore né rilascio di emissioni, polveri o fibre nocivi.
Non solo, il legno è l’unico materiale da costruzione che non sottrae risorse al territorio, perché si rinnova in pochissimo tempo: se quello impiegato per una casa viene recuperato dal bosco in 3 ore, per produrre il calcestruzzo sono state consumate intere montagne. E si distingue dagli altri materiali perché, al termine del suo ciclo di vita, può essere riutilizzato a sua volta come fonte di energia rinnovabile.

Il legno può contribuire a ridurre l’inquinamento atmosferico
 

L’anidride carbonica rappresenta il 76% dei gas prodotti dall’uomo. Il suo progressivo aumento rafforza l’effetto serra all’origine del riscaldamento globale, il più urgente problema ambientale del nostro pianeta.
Il legno può dare un aiuto importante. Infatti, ogni albero durante la sua vita assorbe anidride carbonica sottraendola all’atmosfera e rilascia nell’ambiente ossigeno per effetto della fotosintesi. Una volta che il suo legno viene trasformato in casa, mobile o qualsiasi altro manufatto continua a trattenerla, contribuendo in modo essenziale alla riduzione del contenuto di anidride carbonica nell’atmosfera. Solo quando si decompone o viene bruciato libera nell’atmosfera anidride carbonica: la stessa quantità che le ha sottratto crescendo, quindi a impatto zero.

L’anidride carbonica rappresenta il 76% dei gas prodotti dall’uomo. Il suo progressivo aumento rafforza l’effetto serra all’origine del riscaldamento globale, il più urgente problema ambientale del nostro pianeta. Il legno può dare un aiuto importante. Infatti, ogni albero durante la sua vita assorbe anidride carbonica sottraendola all’atmosfera e rilascia nell’ambiente ossigeno per effetto della fotosintesi. Una volta che il suo legno viene trasformato in casa, mobile o qualsiasi altro manufatto continua a trattenerla, contribuendo in modo essenziale alla riduzione del contenuto di anidride carbonica nell’atmosfera. Solo quando si decompone o viene bruciato libera nell’atmosfera anidride carbonica: la stessa quantità che le ha sottratto crescendo, quindi a impatto zero.
Il legno è versatile e riciclabile al 100%

È da sempre uno dei materiali più utilizzati e con il tempo è entrato nella nostra quotidianità sotto forme diverse: come materiale edile e da falegnameria, per la produzione di imballaggi come pallet e cassette, di strumenti musicali, giocattoli, carta e cartone, viscosa…
Anche i suoi scarti sono preziosi, sfruttati dall’industria del mobile per produrre agglomerati, dalle cartiere per realizzare pasta cellulosica, nella bioedilizia per i blocchi-cemento, negli impianti di trasformazione per il compost, da quelli di incenerimento per la produzione di energia e calore.
Per garantire un assorbimento duraturo di anidride carbonica, è importante che il legno venga utilizzato in più fasi, prolungando il più possibile il suo ciclo di utilizzo.

Ma per godere di questi benefici c’è una condizione fondamentale: il legno deve essere ricavato dai boschi in modo sostenibile. Ecco perché nei progetti che sviluppiamo per i nostri clienti e nella realizzazione degli oggetti in vendita sul nostro shop, promuoviamo l’utilizzo del legno, italiano e certificato. E abbiamo scelto di affiancarci a due partner che ne garantiscono un prelievo responsabile.

Il Consorzio Forestale Legno Locale nasce a Caltrano, in provincia di Vicenza. È un insieme di piccole realtà imprenditoriali che, animate dallo spirito di collaborazione tra le esperienze di ogni socio, si sono organizzate in una struttura che promuove la filiera corta e locale e la gestione etica del legno. È in grado di offrire ad aziende, privati ed enti pubblici diversi servizi: dalla gestione del verde e dei boschi, alla certificazione del legno, alla formazione, fino alla produzione di opere di arredo realizzate solo con legno proveniente da fonti controllate e certificate.
La passione per il legno e la vita in bosco, hanno portato Andrea Zenari prima in giro per il mondo a fare diverse esperienze forestali e poi a creare La fattoria del Legno, ispirata alle tree farm del Nord America: vivai dedicati alla produzione di alberi di Natale e alla valorizzazione del territorio attraverso attività turistiche e didattiche legate al legno. La sua fattoria lo fa tutto l’anno, offrendo a famiglie, scuole e professionisti corsi, attività ricreative e terapeutiche, ma anche prodotti della terra o realizzati con il legno dei suoi boschi. E ne gestisce gli impianti ed il taglio in modo sostenibile, attraverso la certificazione forestale PEFC.

Il Consorzio Forestale Legno Locale nasce a Caltrano, in provincia di Vicenza. È un insieme di piccole realtà imprenditoriali che, animate dallo spirito di collaborazione tra le esperienze di ogni socio, si sono organizzate in una struttura che promuove la filiera corta e locale e la gestione etica del legno. È in grado di offrire ad aziende, privati ed enti pubblici diversi servizi: dalla gestione del verde e dei boschi, alla certificazione del legno, alla formazione, fino alla produzione di opere di arredo realizzate solo con legno proveniente da fonti controllate e certificate.

La passione per il legno e la vita in bosco, hanno portato Andrea Zenari prima in giro per il mondo a fare diverse esperienze forestali e poi a creare La fattoria del Legno, ispirata alle tree farm del Nord America: vivai dedicati alla produzione di alberi di Natale e alla valorizzazione del territorio attraverso attività turistiche e didattiche legate al legno. La sua fattoria lo fa tutto l’anno, offrendo a famiglie, scuole e professionisti corsi, attività ricreative e terapeutiche, ma anche prodotti della terra o realizzati con il legno dei suoi boschi. E ne gestisce gli impianti ed il taglio in modo sostenibile, attraverso la certificazione forestale PEFC.

Con loro, in questi anni, abbiamo condiviso tante esperienze che ci hanno arricchito: quelle a sostegno di alcuni territori colpiti nel 2018 dall’uragano Vaia, prima con l’iniziativa Il Veneto non si abbatte e poi con la costruzione del Museo del Vaia; la formazione, con il corso di primo livello per l’utilizzo della motosega; la Certificazione di Catena di Custodia PEFC, che abbiamo conseguito a luglio 2020.
E continuiamo a sostenerli: in questo 2020 abbiamo acquistato 320 piantine di abete rosso, che insieme alle 300 del 2019 e alle 400 del 2018, daranno nuova linfa ai boschi gestiti da Fattoria del Legno in seno al Consorzio Forestale. Felici di aver superato la quota di 1000 alberi piantati! Perché l’impegno nella sostenibilità ambientale è qualcosa in cui crediamo fortemente e che non può davvero più aspettare. Ricordiamoci che, come ha detto qualcuno, “la terra su cui viviamo non ce l’hanno lasciata i nostri genitori in eredità ma ce la stanno prestando i nostri figli”!

Con loro, in questi anni, abbiamo condiviso tante esperienze che ci hanno arricchito: quelle a sostegno di alcuni territori colpiti nel 2018 dall’uragano Vaia, prima con l’iniziativa Il Veneto non si abbatte e poi con la costruzione del Museo del Vaia; la formazione, con il corso di primo livello per l’utilizzo della motosega; la Certificazione di Catena di Custodia PEFC, che abbiamo conseguito a luglio 2020.
E continuiamo a sostenerli: in questo 2020 abbiamo acquistato 320 piantine di abete rosso, che insieme alle 300 del 2019 e alle 400 del 2018, daranno nuova linfa ai boschi gestiti da Fattoria del Legno in seno al Consorzio Forestale. Felici di aver superato la quota di 1000 alberi piantati! Perché l’impegno nella sostenibilità ambientale è qualcosa in cui crediamo fortemente e che non può davvero più aspettare. Ricordiamoci che, come ha detto qualcuno, “la terra su cui viviamo non ce l’hanno lasciata i nostri genitori in eredità ma ce la stanno prestando i nostri figli”!

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